dammi una lametta

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a0204cc313b9ed583c41447089cb0832.jpgMetti che hai avuto una settimana pienissima a lavoro. Metti che stile carcerata, hai fatto il count down verso il week end in attesa di una due giorni di sole, mare e relax. Metti che già al giovedì avevi preparato la tua borsa mare. Sognato per tutto un venerdì, un sabato in cui ti vedevi sulla battigia. Lontana da tutti i problemi di lavoro. Spalmata di crema che sa di cocco. Lontano dalla stronza che lavora con te. Lontana da schiamazzi. Lontana dal vociare del tuo capo. Lontana da tutto insomma. Metti che già al venerdì sera, con altri quattro amici hai abbandonato la tua città per recarti in altre note località balneari che hai la certezza siano poco battute, da turisti&co.

Metti che al sabato mattina, indossato bikini e pantaloncini, hai lasciato casa dell’amica-padrona di casa e ti sei recata verso la spiaggia. Proprio presto presto. E ti sei beata alla vista di un mare bellissimo. Acqua cristallina. Nessuno in giro. Ti sei messa lì vicino vicino alla battigia. E sei stata lì a meditare di quanto sei fortunata. Ma mentre stai meditando su quanto è tutto perfetto, metti che senti la voce con timbro inconfondibile della collega che sta concorrendo al premio dell’anno “collega odiosa 2007”. E che lei dopo averti avvistata, ipocrita e falsa come solo lei sa essere non solo si avvicini al tuo ombrellone ma decida addirittura di stendersi accanto a te. Così – dice lei – potete parlare un pò di voi. Parlare con te? Meglio la morte.

Metti che dando retta al tuo amico che sostiene che devi essere positiva, che se pensi positivo la vita ti sorriderà, hai messo sul viso il tuo sorriso migliore e nelle orecchie l’Ipod ed hai continuato a leggere il libro che ti eri portata dietro. E con una certa soddisfazione hai notato che dopo 30 minuti in cui ha parlato ininterrottamente mentre tu continuavi a leggere ed ascoltare la tua musica, lei abbia detto un “va be’ non voglio disturbarti più“. E tu per una frazione di secondo hai pensato che Dio esiste. Giusto quella frazione in cui lei ha smesso di parlare ed i bambini dell’allegra famigliola che si è appena sistemata accanto a te ti hanno preso in pieno con una pallonata.

Metti che tu allora abbia deciso di fare una rilassante passeggiata lungo il mare e che la stronza-odiosa-collega di cui sopra ti abbia detto un “vengo anche io” e tu hai pensato che è meglio una corsa. Molto veloce. Una corsa senza dubbio sarà meglio, ti sei detta. E mentre acceleri il passo e lei arranca dietro di te. Mentre acceleri il passo e pensi che la stai seminando che fra poco si stancherà, di fronte a te vedi il peggiore, il più insopportabile, il più odioso di tutti i corteggiatori possibili. Roba che se gli uomini fossero tutti così sicuramente non sarei etero. Roba che quando lo incontri in città scappi. Che ti sei inventata le scuse più assurde del mondo pur di concludere una telefonata con lui. Davanti ti trovi il molestatore scassa palle, dietro la stronza-odiosa collega. Ecco e lì proprio in quel momento che capisci che Donatella Rettore aveva ragione quando cantava “dammi una lametta che mi taglio le vene” 

dammi una lamettaultima modifica: 2007-06-18T12:40:00+00:00da cleopa.78
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52 pensieri su “dammi una lametta

  1. bellissimo ! poesia ? quando mai ! io scrivo e basta quel che mi viene e come mi viene ! la poesia la lascio a chi è capace di tenere un cristallo in mano senza romperlo. non è per me. baci (comunque, il post mi ha fatto troppo ridere ! e .. ho visto la nyc-05 coccardata !!! )

  2. Ciao Clè. A PARTE TUTTO, va bene 😉
    Ma che ne so come va? E’ da un po’ che non ci sto più capendo una mazza…. ecco dovrei improvvisam,ente trovarmi in mezzo ad un po’ di situazioni assurde ed imbarazzanti che stravolgano tutte le mie certezzine… ecco, solo dopo saprei dirti come va… e senza lametta!!!

  3. OK, ma era un’ottima occasione per fare qualcosa di assurdo, che ne so, fingerti lesbica con la tua collega ed invitare il tuo ex scassapalle in una stanza in buia in cui far incontrare la tua collega a cui avevi fatto credere che saresti arrivata tu… e poi goderti il sole…

  4. Bè tu non ti sarai divertita molto ma io ho riso molto…
    Ho riso non di te e della tua situazione, ma della mia…
    Mi è tornato in mente che mi è capitato tutto ciò condito con un non toccate nulla in casa per carità, fare quello, adesso vi porto li, poi quì, poi viene quello, si mangia questo…
    un personaggio alla Furio… di Carlo Verdone al femminile… un sequestro emozionale tragicomico.
    Quando ne parlo, ancora rido.. adesso…

    :-)) Tronerò…

  5. DAi, dimmi cosa faresti tu nei miei panni se volessi mettere sottosopra la vita di un uomo più o mneo normale, con normale famiglia, figli, lavoro poco soddisfacente ma che c’è, macchina e moto normali, casa piccola ma normale ecc. ecc. Che faresti? Su, dammi uno spunto!!!

  6. E dire che mi ricordo il ministro Sirchia che raccomandava a noi vecchietti di andare al supermercato per l’aria condizionata. Vuoi dire che anche la memoria gioca brutti scherzi? Il fatto è che al super puoi stare li’ senza comprare niente, mentre per il mare devi prendere i mezzi, l’ombrellone, il lettino. E sono spese per noi che non siamo vicini all’acqua marina. Ridooo

  7. Hai ragione.Io non voglio veramente cambiare le cose.
    Vorrei solo avere una vita alternativa in cui capire cosa sarebbe successo se… e poi tornare indietro nella mia. Sai tipo un telecomando che freeza la vita attuale ad un certo fotogramma, mi permette di vivere un po’ di vite alternative per vedere come vanno, e poi tornare a schiacciare play e riprendere esattamente dal punto in cui avevo interrotto…

  8. ..un tranquillo we di paura… meglio.. molto meglio un bacio leggero e che nn sa di cocco che nn parla di me ma che si lascia ascoltare…come quando tu scrivi…. e poi fa un tuffo… splash… ciao sirena che attira le cose più belle del mondo.. ^__ì buona giornata… qua finalmente sole…un giro nel cemento di milano?? ^__^ a.

  9. pare di si, pare anche che lui se la faccia con la segretaria e molte altre donnine, pare lei se ne freghi insomma di questo, pare che sia avvocato ma scrive che l’anno scorso di questi tempi concludeva gli esami dell’università (ergo .. comm’ cazz’ fa !!!) e pare inoltre che sia una mooooolto glamour. mica male. c’è da imparare da tutti quì sopra. rido.

  10. Provarci cosa ? Provarci io ? Come ? Ah, le goccioline di sudore ? E’ più forte di me…mentre mi frusta Noti mi dice sempre che sono il suo schiavo e non devo fare la “troia” in giro, ma pecco come respiro…Non me ne volere. Dimentica ogni mio accenno alla corporeità…dimenticami.

  11. Vedi che avevo ragione?
    Bisognerebbe scambiarsi un po’ le vite. Tu vieni per un po’a fare il maschio che fa tendenzialemnte le cose che vogliono gli altri come me, ed io a fare per un po’ la femmina che fa quello che cazzo vuole!!!. E poi si ritorna alla propria identità…. sì ok, lo so, sono solo io che vorrei fare lo scambio, perchè a fare quel che ti pare c’è solo da guadagnare… o no?

  12. No no credo. Saprei viverci per molto più a lungo. A patto poi di poter tornare indietro a riprendere quello che ho costruito finora. Semplicemente perchè non ho paura di notti, vino, malinconia ed amori che vanno via, ma ho il terrore di distruggere le cose che ho costruito in una diversa ottica fino a questo momento. Non ho voglia nè desiderio di mettere in discussione la mia famiglia e il lavoro che mi sono costruito. Ma se dovessi partire da capo non avrei problemi ad inserirmi nell’ottica di chi vuole gustarne il profumo fino al fondo. Come dire… se non avessi ancora costruito nulla penso che saprei vivere eccome nei tuoi panni. E se tu avessi costruito una famiglia, dei figli, un’occupazione stabile, probabilmente riusciresti a vivere nei miei.
    Il punto è che fino ad ora abbiamo vissuto in modo diverso, ed entrambi continuiamo a restare coerenti a ciò. Non so se sia un bene o un male.

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